Eutanasia: Scegliere è un diritto

Published by Mariarosa Bardoscia on

“Ciao, sono B. Ho sempre avuto tutto nella vita: una casa, un lavoro, una macchina una famiglia. Fino a quando sono finita in ospedale per un semplice mal di pancia e sono passata dalla diagnosi alla prognosi, infausta.
Ora non ho più niente di ciò che avevo prima. Sono imprigionata in questo corpo di ossa e carne. La mia prospettiva è sempre lo stesso soffitto. Non posso viaggiare, non posso respirare senza macchine, non posso mangiare, non posso parlare, non posso abbracciare le mie bambine, e non posso scrivere questa lettera. “

I pazienti affetti da malattie gravi e croniche seguiti dalle cure palliative aumentano ogni anno, e vivono in condizioni non compatibili con una buona qualità di vita. Questi pazienti hanno bisogno di un supporto delle funzionalità vitali per poter continuare a respirare, di assistenza continua per poter mangiare, vestirsi o addirittura esprimersi.
Sono pazienti che vivono una sofferenza inimmaginabile per chi non l’ha mai vista, per chi non l’ha mai vissuta. 

Dobbiamo ricordare che in questi casi non vi è alcuna possibilità di miglioramento, e l’assistenza sanitaria ha già fatto tutto il possibile.
Infatti, in cure palliative, l’obiettivo non è curare la malattia, ma migliorarne i sintomi. E questo, non sempre è realizzabile. L’associazione Luca Coscioni si è attivata in una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia, e noi, membri di Rete Indipendente vogliamo esserne promotori. 


Spesso i pazienti terminali, arrivano in una fase finale, detta ‘’Percorso di fine vita’’, pienamente coscienti, in cui non vi è più una buona gestione dei sintomi.
Sono persone che vengono invase da un senso di profonda angoscia e di profonda impotenza. Che vedono il loro corpo che li abbandona.


Legalizzare l’eutanasia significa dare la possibilità a persone come B., di interrompere le loro sofferenze, e di scegliere come, quando, dove morire e, soprattutto, di cosa morire.
Nascere, Vivere e Morire fa parte della naturalità delle cose e ci riguarda tutti.
La morte, come la vita è un diritto umano inalienabile, e firmare questa petizione non significa dover richiedere l’eutanasia per sé stessi, ma dare la possibilità agli altri di scegliere. Una possibilità ancora negata. 
Il momento di prendere una decisione è arrivato. 


Se sei ancora in dubbio sulla posizione che vuoi assumere, informati, ascolta le storie dei pazienti che vivono queste difficoltà, e permetti loro di scegliere.
In tutta Italia sono stati organizzati dei banchetti per la raccolta firme, cerca quello più vicino a te.

Firma ora.

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