REDDITO DI BASE UNIVERSALE: ORA É IL MOMENTO

Published by Marianna Ceraso on

Dopo più di un anno vissuto in piena emergenza sanitaria e crisi economia, oggi, non possiamo più parlare di una semplice ripartenza delle nostre città e dei nostri paesi. Abbiamo bisogno di ricostruire in modo strutturale il nostro futuro, attraverso nuove idee progettuali che possano dare realmente una prospettiva, più ottimistica, ai tanti giovani disoccupati e ai lavoratori e alle lavoratrici in crisi occupazionale, non solo in Italia ma in tutta Europa. 

Se ripartire vuol dire semplicemente mettersi nuovamente in moto con gli stessi metodi e mezzi, ricostruire, invece, significa in concreto realizzare qualcosa di migliore rispetto al passato, con un progetto strategico che possa essere solido e duraturo. 

Una misura innovativa per il nostro Paese che può realmente fare la differenza nella quotidianità di uomini e donne, e di fatto in tutta l’economia nazionale e internazionale, è l’introduzione di un reddito di base incondizionato. 

Tale misura è volta a completare lo Stato sociale e non a sostituirsi ad esso, proprio perché l’obiettivo è quello di assicurare la riduzione delle disparità e il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale tra gli Stati membri dell’Unione europea. 

In particolare, questo ambizioso progetto consiste nel creare un reddito universale e incondizionato, quindi rivolto a tutti senza una valutazione delle risorse personali in quanto diritto umano, che sia individuale, in modo tale che non possa essere controllato da soggetti terzi e che sia sufficiente per garantire ad ognuno un tenore di vita dignitoso, secondo le norme sociali del Paese in cui il soggetto vive. 

Tutto ciò può sembrare utopistico, eppure parliamo solo di attuare in modo assoluto alcuni principi contenuti nel Trattato sull’Unione europea che afferma in modo netto che l’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze.

Crediamo, dunque, che parlare di dignità umana in questo particolare momento storico non possa esimerci dal discutere su una proposta di tale portata che comporterebbe un miglioramento dello standard di vita. Tutti e tutte hanno diritto ad un futuro migliore indipendentemente dal proprio reddito, dalla propria etnia, provenienza o cultura. Proprio per questi motivi, già dallo scorso settembre è stata avviata una raccolta firme di iniziativa popolare in tutti i Paesi dell’Unione europea che chiede alla Commissione europea di presentare una proposta di legge per i redditi di base universali.

Puoi firmare anche tu la raccolta firme al seguente link: https://eci-ubi.eu/ 


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