UN GIORNO PER CHI LOTTA CON CORAGGIO

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Oggi primo maggio, si festeggia la Festa del lavoro e dei lavoratori

La nascita di questa giornata approda le sue radici nel lontano 1886 quando dei lavoratori di Chicago dell’Illinois, erano in sciopero da giorni per il mancato rispetto della legge che istituiva il limite delle otto ore lavorative al giorno. 

Durante le manifestazioni, la polizia sparò sulla folla, uccidendo due persone. 

Le successive proteste culminarono nella grande manifestazione di Haymarket, la piazza del mercato delle macchine agricole, durante la quale, a causa di un esplosivo, morirono altre persone.

Gli organizzatori della manifestazione del primo maggio furono arrestati e processati. 

Sette di loro furono condannati a morte, con prove infondate e inesistenti. Due condanne furono trasformate in ergastoli dal governatore dell’Illinois. Un condannato a morte si uccise in prigione il giorno prima dell’esecuzione. Altri quattro furono uccisi e secondo le cronache dell’epoca, cantarono la Marsigliese prima di morire. 

Nel 1890 la Seconda internazionale socialista decise di promuovere in tutto il mondo la festa dei lavoratori il primo maggio. L’iniziativa divenne perciò un simbolo delle rivendicazioni operaie, di lavoratori che hanno lottato per conquistare diritti e condizioni di lavoro migliori.

Alla fine della seconda guerra mondiale, dopo che questa giornata così significativa fu soppressa dai fascisti, esattamente nel 1947, la Festa del lavoro e dei lavoratori divenne ufficialmente festa nazionale italiana il Primo Maggio.

Oggi, non festeggiamo il primo Maggio come gli anni passati, ma affrontiamo questa giornata riflettendo sul suo significato intrinseco e sul periodo che stiamo vivendo.

La situazione è critica: tante lavoratrici e tanti lavoratori rischiano di perdere il proprio posto di lavoro a causa del lockdown, tutti i settori economici risentono gli effetti negativi dell’emergenza sanitaria in atto, eppure in questo momento la linea strategica di ripartenza del nostro Paese non sembra univoca. Tutto ciò provoca maggiore incertezza e disagio, termini che in questo momento non possono sussistere. E’ auspicabile, invece, che la linea da seguire a lungo termine sia basata su: salari e orari di lavoro legittimi, ed effettive tutele igienico-sanitarie nei luoghi di lavoro, affinché tutti i lavoratori e le lavoratrici possano vedere garantiti dei loro diritti in questo momento di difficoltà persistente, concetti d’altronde che nel XXI secolo dovrebbero essere già stati acquisiti e riconosciuti a tutte le categorie di lavoratori!

“Un giorno per chi vive del lavoro, 

un giorno per chi spera nel futuro, 

un giorno per chi lotta con coraggio…”

(Giorgio Gaber – Il nostro giorno dai “Canti sociali e del lavoro”)


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