EQUILIBRI E SQUILIBRI

Published by Daniele Ascanio on

Cerco di spiegarvi, in breve, il motivo per cui il Sindaco Paladini ha deciso di ritirare le deleghe assessorili.

Con le dimissioni della consigliera Stefania Rapanà, sarebbe dovuto entrare in carica uno dei primi non eletti della pseudo lista civica “La Svolta”. Tuttavia, nessuno di coloro che ha partecipato alle scorse elezioni amministrative nel 2015 della suddetta lista ha accettato la nomina di consigliera e consigliere.
Inoltre, con le dimissioni dell‘ex assessore Fabrizio Stefanizzi e dell’ex vice-sindaco Giusi Nicolaci (dimissioni da assessore ma non da consigliere) la maggioranza risultava instabile.

A questo punto si ponevano due strade da intraprendere per il Paladini: le dimissioni da sindaco o l’integrazione di nuovi “assessori”, uno di essi per forza esterno dato che la maggioranza non sussiste (ex art. 33 comma 3 – Statuto Comunale di Veglie).

Ad oggi, la lettera di dimissioni del Sindaco non è pervenuta alla cittadinanza, ma, dopo aver lungamente temporeggiato, è stato pubblicato un “Decreto Sindacale” che azzera le cariche assessorili. Questo fa presumere che ha trovato i suoi nuovi assessori tra cui una esterna, per i motivi già detti, in modo da articolare la sua maggioranza.

Nella maggior parte dei casi, gli assessori esterni vengono scelti per colmare delle lacune tecniche e non politiche, motivando la loro integrazione sulla base delle esperienze e dei decorsi tecnici di alto livello che in passato hanno avuto, affinché possano fronteggiare un progetto o un percorso prestabilito. Infatti, il buon senso di un bravo Sindaco non avallerebbe mai l’idea di far ricoprire una carica politica importante ad un esterno, come ad esempio, la carica di vice sindaco.

Nonostante l’inutilità di questa amministrazione pre-crisi, è ancora incerto il fatto che il sindaco abbia scelto di integrare un’assessora eletta da nessuno, avendo un progetto preciso, soprattutto nel momento delicato che stiamo vivendo.
Se così non fosse, il sindaco dovrebbe avere il buon gusto di dare le sue dimissioni.

Un Sindaco non può rimanere solo in momenti delicati come questi, perciò è giusto che si faccia un’analisi costruttiva per il nostro paese. Stiamo affrontando una situazione nuova: un’emergenza sanitaria che purtroppo sta chiedendo a molti lavoratori e lavoratrici degli sforzi enormi, molto spesso insostenibili. Tutto ciò, inevitabilmente, comporterà dei cambiamenti e nuovi assetti sociali, per questo motivo, dobbiamo avere una strategia a lungo termine per tutelare gli interessi di tutti e tutte. Se in questo momento il Sindaco non è portavoce della vocazione di unità che a lui, più di tutti, spetta, sarà uno dei momenti più difficili da affrontare per i cittadini, malgrado l’amministrazione abbia il compito di tutelare gli interessi pubblici e garantire delle tutele ai propri concittadini in modo chiaro e trasparente.


Daniele Ascanio

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