OPERAI E IMPRESE, CORAGGIO!

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Da circa una settimana tutti gli italiani sono stati chiamati ad affrontare una grande emergenza sanitaria, con delle inaspettabili limitazioni della propria libertà personale, per poter salvaguardare un bene collettivo fondamentale garantito dalla nostra Costituzione, la salute. Di fatto, tale periodo emergenziale ha visto l’introduzione di limitazioni estreme, ma si è dovuto confrontare e si confronterà alla fine di tale fase, con il sistema economico, il quale purtroppo vede diversi settori rischiare di approdare in una paralisi permanente che sarà difficile fronteggiare.

Il decreto “io resto a casa” varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 11 Marzo comprende la chiusura di tutte le attività commerciali che non risultino essere strettamente necessarie ai bisogni primari dei cittadini, ma contemporaneamente prevede la chiusura solo temporanea delle aziende, per il periodo necessario alla sanificazione degli stabilimenti e per far sì che le stesse possano attrezzarsi di tutte le misure necessarie per evitare i contagi. 

In concreto, la chiusura di migliaia di attività arrecherà dei danni economici che difficilmente verranno superati in pochi mesi, infatti si stima che il danno complessivo possa avere ripercussioni nei prossimi due anni.

Seppur il Governo sta per emanare un nuovo decreto con misure straordinarie per sanità, famiglie e lavoro, abbiamo per troppo tempo fatto ricorso a “proroghe” per sfuggire ai nostri deficit strutturali. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. Il vero problema, ora, è che coloro che ne subiranno le conseguenze saranno proprio i proprietari di quelle piccole e medie imprese che non avranno la forza economica di ricominciare e saranno costretti a licenziare i loro dipendenti da cui dipendono intere famiglie.

Inoltre, sono tanti e tante le persone “costrette” a lavorare per far sì che l’interno sistema non collassi e la situazione è del tutto paradossale, dato che quotidianamente, ormai, vi sono proteste di operai che si trovano a lavorare in condizioni igienico-sanitarie non conformi alle direttive emanate dal Governo.

Ora è il momento di capire come affrontare questa crisi che comprende tutti i settori del nostro Paese. E’ il momento di valutare se isolarci, perché pensiamo che da ciò si possa avere qualche forma di protezione, oppure possiamo focalizzare ciò che comprende il benessere comune e agire in tal senso. In tutto questo, è chiaro che abbiamo bisogno di creare una collettività unita, pronta a ripartire dal nostro piccolo con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. 

📣 Rete Indipendente si schiera dalla parte di chi in questo momento si sente non protetto nel suo contesto lavorativo, di chi è insicuro sul suo futuro lavorativo, di chi forse un domani vedrà perdere il posto di lavoro per un qualcosa di cui non è stato artefice!


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